I Protocolli dei Savi di Zapatero

Nella frenesia di trovare un capro espiatorio per la crisi profonda e persistente che sta interessando l’economia spagnola più di tutti i vicini europei (rimane l’unica fra le grandi economie europee ancora in recessione ufficiale), il governo di Madrid crede di avere scoperto una trama dei media anglofoni. O, per utilizzare quel termine coniato dai francesi e volutamente un po’ razzista, dei media “anglosassoni”.
22 AGO 20
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Nella frenesia di trovare un capro espiatorio per la crisi profonda e persistente che sta interessando l’economia spagnola più di tutti i vicini europei (rimane l’unica fra le grandi economie europee ancora in recessione ufficiale), il governo di Madrid crede di avere scoperto una trama dei media anglofoni. O, per utilizzare quel termine coniato dai francesi e volutamente un po’ razzista, dei media “anglosassoni”.
Secondo il solitamente ben informato quotidiano di Madrid El País, il Centro Nacional de Inteligencia (Cni) – i servizi segreti che rispondono agli ordini del premier José Luis Rodríguez Zapatero – sta indagando sulle presunte responsabilità di alcune testate “anglosassoni” che avrebbero innescato il panico e la confusione nella Borsa di Madrid.
Sempre secondo El País, il Cni ha individuato nelle sedi del Pearson Group almeno due testate in lingua inglese che si sarebbero scatenate nel presunto piano di deliberata e concertata distruzione dell’economia spagnola: il Financial Times e l’Economist.
E’ evidente che nel momento più delicato della sua esperienza amministrativa (il numero di disoccupati in Spagna ha raggiunto i quattro milioni, i potentissimi sindacati hanno già annunciato che non accetteranno mai seri piani di austerità per fare fronte alla crisi), Zapatero deve dribblare la responsabilità di quanto sta succedendo. Il premier ha fatto sapere di avere letto con allarme una serie di editoriali critici della sua politica economica pubblicati sulla stampa inglese, in cui risaltano inevitabilmente le due testate del gruppo Pearson, normalmente apprezzatissime nelle capitali continentali per la serietà, ma si è finora astenuto dal fare le dichiarazioni più complottarde.
Ci ha pensato invece José Blanco, il ministro per le Opere pubbliche, e viceleader del partito socialista al potere, a elaborare ulteriormente il forte sospetto che attualmente guida il pensiero – e forse anche l’azione – del governo Zapatero: “Nulla di quanto sta accadendo, compresi i contenuti apocalittici di tutti quegli editoriali su certa stampa straniera (cioè: quella anglofona), è mera coincidenza. Sta accadendo perché serve gli interessi inconfessabili di certi individui”.
Ammiccando a certe politiche economiche neoliberiste care al mondo anglofono (o anglosassone?) il socialista Blanco ha ulteriormente ribattuto sulle sue accuse: “E ora che la nostra economia sta finalmente uscendo dalla crisi, loro (gli anglosassoni, ndr) non vogliono che i mercati siano regolati, così che possano tornare alle loro vecchie pratiche, facendo torbide manovre a nostre spese”.